Cul tv escort bondy

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La Guerra in Vietnam fu determinata da motivi geo-politici. È evidente come in realtà queste sono solo motivazioni di facciata per nascondere i motivi veri, che sono come sempre economici, strategici e petroliferi. Il regime talebano non permetteva alla Unocal, la multinazionale americana del petrolio, di costruire un oleodotto su cui erano stati già investiti milioni di dollari e che avrebbe dovuto rifornire gli Stati Uniti e i Paesi occidentali.

I talebani invece ne volevano fare un altro che avrebbe rifornito i paesi arabi e cambiato i rapporti di forza fra gli opposti emisferi. Tali armi talora vennero vendute e recapitate in persona in Iraq da Rounsfield, che da amico fornitore di armi divenne poi Ministro della Difesa di Bush e teorico della guerra al terrore e al diabolico Saddam.

Va detto inoltre che Hussein venne giudicato colpevole e impiccato per aver ucciso col gas centinaia di persone, gas sparato da elicotteri che venivano entrambi venduti loro dagli USA. La storia porta gli uomini e le nazioni a delle contraddizioni incredibili.

Gli americani avevano già allora il più importante servizio segreto del mondo. Una verità molto scomoda da accettare ancora oggi, per i militari e i soldati a Pearl Harbor.

Su internet circolano decine di migliaia di siti sulle cosiddette ipotesi alternative a questo tragico evento. Una volta lette, tali ipotesi presentano spesso delle contraddizioni evidenti, anche più stridenti di quelle che si rilevano nella cosiddetta verità ufficiale. Analogie della storia che tornano. Ma credo che mettendo insieme tutti i pezzi con attenzione si riesca a delineare un percorso, un quadro, che è poi la nostra storia.

Si possono fare cose interessanti anche a Pesaro. Non è necessario essere ad Acapulco. E nei posti dove hanno comprato gli americani, come in Messico, o alle Hawaii, hanno costruito secondo la loro tipica architettura, quella terribile e mostruosa dei grattacieli. A dire il vero, in mezzo a questo lusso, io avevo avuto dei disturbi, dei mal di testa mostruosi.

Io avevo i capelli lunghi che rimanevano sempre bagnati, per cui mi venivano delle cervicali mostruose terribili. Elvis Presley veniva ad Acapulco e ci ha girato anche dei film.

Ora ce ne sono decine, e ne costruiscono ancora. Insomma sono entrato dentro questo Wal-Mart, dove ho trovato degli antidolorifici per il mal di testa, ma soprattutto mi sono tagliato i capelli, risolvendo il problema. La spiaggia di Acapulco è veramente dorata, bellissima. Vendono residence per le vacanze dei turisti americani, vendono tutto. Comunque Acapulco è rimasta, col suo milione di abitanti — molti dei quali cercano solo di sopravvivere — la sua baia e i suoi grattacieli, e se ci vai ti trovi anche bene.

Una cosa interessante che mi è capitata è stato imbattermi ne La Noia di Sartre tra gli scaffali di una libreria. Trovare un bel libro è sempre una bella esperienza.

Come ritrovare un amico, Teo, che ho incontrato con moglie e una bambina piccola, la sua. Uno quando mette su famiglia non lo vedi quasi più, cambia abitudini, vive per la bambina piccola. Doveva succedere prima o poi. Troppa fortuna, tante volte, e tanta sfortuna, altrettante volte. Da Pesaro sono chilometri, calcolati col satellitare. Sono partito con la mia Hyunday Santa Fé, un macchinone bello e potente.

Avevo appuntamento con dei clienti in Piemonte, uno a Casale Monferrato e uno ad Asti. Era brutto tempo, pioveva, era grigio. Strade affollatissime di vacanzieri italici. Tutti in vacanza insieme. Poi si ritorna, tutti insieme, a milioni, sulle strade che diventano circuiti di morte.

Bloccata anche quella, ma in qualche modo andavo avanti, lentamente, proseguendo il mio cammino. Il satellitare mi ha guidato proprio sul posto. Ho parcheggiato e sono entrato nel negozio di articoli da surf che mi aspettava in centro. Il titolare sembrava ben intenzionato nei confronti dei miei prodotti hawaiani, poi è arrivata la moglie e ha rovinato tutto. Lei non li voleva. Siamo rimasti che ci saremmo risentiti telefonicamente. Ho ripreso la macchina, chiamato il cliente e puntato verso Asti.

È stato un attimo. Ho avuto modo soltanto di fare un lamento. Si è formato un gruppo di curiosi, gente che diceva che ero ferito. Avevo del sangue sulla faccia. Non me ne fregava niente. Ho avuto paura di aver perso tutto, la macchina, gli appuntamenti, il lavoro.

Tre ragazzi mi hanno medicato e mi hanno messo qualcosa sulla faccia, probabilmente del disinfettante. Avevo un piccolo taglio.

Cosa si fa in questi casi? Mi sono scoperto calmo e lucido. I poliziotti mi hanno chiesto i dati. Gli ho dato tutto. Grazie tante, le ho detto. Quelli della Croce Rossa hanno insistito, è meglio che vada in ospedale. Mi sono fatto convincere: Mi hanno messo un collare. Poi quando siamo arrivati mi hanno messo su una sedia a rotelle. Io avevo ancora con me le borse con i campionari che uso per lavoro e un giubbotto supplementare in caso facesse freddo.

Al Pronto Soccorso ho fornito i miei dati, intanto telefonavo, non volevo stare seduto. Ho salutato i miei angeli, che sono andati a prendere qualcun altro. Mi hanno portato di là, o meglio, ci sono andato a piedi. Dovevo fare delle lastre. Non hanno detto altro. Ho ripreso le mie due borse, il giubbotto supplementare e sono andato di sopra. Ho trovato un tizio smilzo che mi ha visto arrivare a piedi, con le borse e la prescrizione per le lastre.

Ha fatto una specie di ghigno di sufficienza e ha preso la prescrizione. Mi ha portato di là e mi ha fatto togliere la camicia. Mi ha messo di fronte a una macchina. Non si fanno radiografie alla spalla, quindi. Dolore al collo e alla testa. Ho fatto le radiografie. Non ne potevo più. Finalmente il dottore smilzo mi ha dato le radiografie, in una busta. Nel frattempo il collare che mi avevano messo si è staccato. Avrei dovuto rimettermelo, ma ho rinunciato.

Ho ripreso le borse, il giubbotto supplementare, le radiografie e sono sceso. Chi mi guarda le radiografie? Dovevo mostrare le radiografie a qualcuno? Non si capisce bene. Io intanto ho telefonato al concessionario per sapere quanto costa portare la mia auto fino a Pesaro.

Poi è arrivato un poliziotto comunale sorridente, simpatico. Sul luogo del sinistro non era rimasto quasi nessuno.

Come faccio a tornare a casa? In macchina mi ha detto di aver avuto dei problemi causati dallo stress. Notti insonni ad aspettare le chiamate, senza dormire per anni. Alla fine ha avuto un esaurimento. Spero non abbia anche delle tendenze suicide, ho pensato mentre guidava. Alla fine mi ha portato alla stazione di Alessandria, a 30 chilometri di distanza.

Sono sceso, ho ripreso le borse e ho dato 20 euro al tipo. Non mi sentivo sconfitto. Gli scrittori maledetti non mollano mai se possibile. Alessandria è una bellissima città, ma in quel momento non avevo molta voglia di escursioni.

Non avevo neanche fame. In treno ho conosciuto due tizi, che andavano a Bari, due bravi ragazzi, un ligure e un pugliese. Insomma sono riuscito ad affrontare le ore di viaggio senza diventare pazzo.

Sono arrivato a casa alle tre e mezza di notte. Per me è quasi normale. Il nano bussa sempre due volte o più. Sono qui davanti alla televisione, di sera, a guardare una specie di talk-show in cui parlano di sessualità.

Parla di un fatto, non so se reale o meno, avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale. Non so se la storia sia credibile, anche se è possibile che lo sia. In quel periodo sono stati usati metodi simili da diversi servizi segreti. Metodi riprovevoli, certo, ma cose realmente architettate per fiaccare il morale dei soldati nemici. Quindi anche la storia dei film porno, in teoria, è possibile che sia accaduta. Sono andato a visitare luoghi storici della Seconda Guerra Mondiale.

Un posto incredibile, incantato, magico, baciato dal sole delle isole. Bisogna fare un bel viaggio per andarci: Nella tentacolare Los Angeles John Holmes, sessualmente superdotatissimo, oltre a fare il porno attore frequentava bruttissimi giri, spacciatori, gruppi di delinquenti, festini erotici organizzati in casa di pessimi amici.

Pare che fu costretto ad assistere ad alcuni brutali omicidi, consumati a sprangate. Sono anche stato in Normandia, ma più recentemente. Non so se sono arrivato a una conclusione, ma temo che Diana sia scomparsa a causa del suo comportamento troppo disinibito. Troppi amanti, troppe storie — riprese in modo morboso dalla stampa — che mettevano chiaramente in costante imbarazzo i reali inglesi, per i quali ormai Diana era solo una fonte continua di problemi. Da questo potrebbe essere derivata la decisione di eliminarla.

La difficoltà del quotidiano. Il mio lavoro di importazione e distribuzione di prodotti hawaiani era veramente duro. Mi capitava di dover fare centinaia, migliaia di chilometri in un solo giorno di lavoro. Un totale di 1. Tornavo a casa a volte alle 2, alle 3 del mattino. Giornate lavorative di 14, 16, 18 ore ed oltre.

E a volte i clienti ti facevano solo perdere tempo e denaro. A volte ordinavano merce, che io pagavo, pagavo anche l'importazione, e poi loro non la prendevano più, la rifiutavano, con qualsiasi scusa. Non potevano emettere assegni, o si facevano negare. Le difficoltà del lavoro a tratti erano micidiali.

Va detto che quelle camicie hawaiane erano un sogno, qualcosa che metteva di buon umore solo a guardarle: Costava molto, ma era bellissimo. Nel prodotto si percepiva tutta la bellezza dei posti, la solarità dei paesaggi. Non traspariva invece la sofferenza degli abitanti, di quelli — e sono molti — che non ce la fanno a campare. Ci fu un colpo di Stato provocato dagli industriali americani del sandalo.

Una volta quella era una spiaggia vergine. Ora sembra di stare a New York. E a poco valsero le grida di dolore e la richiesta di libertà della regina delle Hawaii e del movimento indipendentista hawaiano. Gli scrittori devono occuparsi anche di queste cose. Posso annoverare tra la mia corrispondenza una lettera scrittami da Al Gore, o da qualcuno del suo ufficio, in risposta a un fax che gli avevo mandato esortandolo a concorrere per la Presidenza Bene, ora il vecchio Al ha vinto il Nobel, e tutti aspettano di vedere se si candiderà o meno.

Non so se anche lui sia preoccupato della possibile ascesa di Gore. Il fatto è che il buon Rudy, a cui va tutto il mio rispetto, sembra effettivamente vecchio, forse troppo.

Bush, legato a doppio filo agli interessi delle grandi corporazioni, del petrolio, della destra americana, e non da ultimo alla Cia. È a un personaggio del genere che sono legati i destini del mondo. Uno che fa parte di una classe politica in grado di raccogliere centinaia di milioni di dollari per la propria campagna elettorale, soldi provenienti dalle grandi compagnie petrolifere, dalla Enron e dai soliti noti.

Posso tirare a indovinare: General Elettrics e United Fruits. Il fatto è che bisogna sul serio che ci sia un cambio di rotta nella politica americana e mondiale. Ricostruzione di un Paese in cui gran parte della popolazione non ha più un lavoro, acqua ed elettricità: E della Hulliburton del vice presidente Cheney, che da questo conflitto mostruoso ha guadagnato miliardi di dollari in appalti.

Va detto che in questa mia ricerca mi sono avvalso di fonti quali pubblicazioni, ricostruzioni, interviste a rei confessi e siti internet.

Bene, su questo sito compare la confessione — straordinaria, che sia credibile o meno — di un carcerato di nome James Files. La cosa che realmente sconcerta è come mai una notizia del genere sia stata del tutto ignorata dai principali media e dal pubblico.

Va detto che James Files aveva fornito queste informazioni a un investigatore che si era occupato delle indagini, ma che poi era morto.

E dopo essere stato oggetto di attacchi, disgustato, si è rinchiuso nel silenzio. Pare infatti che sia stato giudicato poco credibile dai responsabili del network americano NBC, che avrebbero trovato dei documenti che lo davano in ospedale quel giorno del Files avrebbe risposto loro che si trattava in realtà di suo fratello gemello, che poi lui avrebbe ucciso.

Ma la sua testimonianza rimane. Ancora più interessante è la sezione del sito che riguarda George Bush e la sua famiglia. Quella del Presidente è una storia molto lunga e complessa, piena di personaggi, di foto, di dettagli storici. A fine guerra convinse il Generale Eisenhower a concorrere per la presidenza, e fu quindi suo mentore e ispiratore durante gli 8 anni del suo governo. Prescott Bush con Eisenhower. Nel sito compaiono foto di Prescott Bush con Eisenhower, e mentre dà un amichevole buffetto sul cappello al suo pupillo.

Bene, il figlio di Prescott Bush, George H. Di questi gruppi facevano parte vari personaggi: Felix Rodriguez, che appare in foto insieme a George Bush Senior, che fece catturare e uccidere il mito rivoluzionario Ernesto Che Guevara. Esiste anche una foto di Felix Rodriguez con Che Guevara catturato. Bush senior con Felix Rodriguez. Felix Rodriguez con Che Guevara. A proposito di foto.

Senonché esiste una bella foto, strabiliante, di una persona che sembrerebbe essere proprio George H. Bush, davanti al famoso deposito di libri di Dallas. Posada Carriles e Novo Sampol vennero in seguito incarcerati a Panama, insieme a 3 complici cubani, per un attentato alla Cuban Airlines. Tutti questi fatti e descrizioni concordano con: E lo scandalo Iran-Contra? E la guerra in Iraq? Dove si trovava George Bush senior il 22 novembre del ?

Ero arrivato nella città del sogno di notte. Provenivo dalla Sardegna, e dalla Corsica, dopodiché ero sbarcato a Tolone e avevo preso la strada verso il nord; volevo andare in Inghilterra, sempre guidato dal mio fido satellitare che mi portava dappertutto. Ero in piena sindrome da viaggio. Solo che in Francia in autostrada ogni chilometri ti devi fermare per pagare pedaggi da 1 euro, 1 euro e mezzo.

Mi fermavo in continuazione, pagavo con la carta di credito e proseguivo. Anche gli autogrill francesi non erano male: Mi fermai ed entrai. Poi incominciai i miei giri. Passai per il Louvre e gli Champes Elysees, stupendi e sempre pieni di gente, eleganti e assolutamente alla portata di tutti, testimoni della grandeur della Francia come li volle De Gaulle.

Finalmente trovai da mangiare, alla svelta in uno di questi. Cominciai a notare alberghi molto curati, con addetti alla sicurezza impeccabili e auricolare. Era una zona elegante, piena di hotels importanti. Cercai di tornare sui miei passi, riattraversai un ponte sulla Senna, insomma mi persi. Camminavo per viali e sottopassaggi, ma non sapevo bene dove mi trovavo.

Una fine su cui si è sempre discusso e che aveva convinto anche me che si trattasse di qualcosa di più di un fatto accidentale, come oggi pensa la maggioranza degli inglesi. Passarono alcuni mesi, durante i quali vidi alcuni documentari sulle ultime ore di Diana alla televisione. Questo scrittore aveva concluso che non si poteva definire inverosimile che la Regina fosse a capo di un enorme narcotraffico.

E a pensare che dei politici comuni sappiamo ormai tutto, ma dei reali inglesi quasi nulla. Sono davvero in grado di progettare e far eseguire un omicidio politico, come quello di Diana? Cominciai le mie ricerche. In passato le uniche fonti disponibili sarebbero state i libri.

Fatto che era stato sempre smentito dalla Polizia, e che fu costretta ad ammetterlo solo dopo alcune settimane, dato che risultavano tracce di vernice bianca sulla carrozzeria della Mercedes.

Gli scrissi a proposito della Uno bianca, che era allora una delle macchine più vendute, tanto che una banda di criminali italiana la usava come emblema delle proprie rapine violente.

Una logica che poteva essere vincente, usare una macchina molto comune, non una Maserati o una Chevrolet, più facili da rintracciare. Dodi e Diana stavano per fidanzarsi.

In seguito, proseguendo le mie ricerche, mi imbattei in quello che potrebbe essere il reale motivo della morte forse provocata di Diana: Alcuni ritengono che fu proprio questa campagna a costarle la vita. Ma quella lista di amanti dice qualcosa. Che la bella Diana, forse di proposito, era un imbarazzo continuo e insopportabile per la Corona inglese, i suoi componenti o i servizi di sicurezza che vi ruotano attorno.

E questo potrebbe essere stato il reale motivo della sua morte. La storia di Lady D potrebbe essere questa, ma lasciamoci sempre il beneficio del dubbio. Ho appuntamento con il negozio top di Neaples, per cui parto. No, sono tranquillo, anche se il giorno prima ho salutato gli amici del locale che frequento di solito dicendo loro che andavo a Napoli e che se non tornavo speravo si ricordassero di me. Perché a Napoli — non è per volere a tutti i costi drammatizzare — devi fare attenzione, questo è indubbio.

Napoli è tentacolare, spettacolosa. Ho ancora in mente alcune visioni della città, stampate come in una foto. Dove vanno i napoletani a fare festa, insieme ai turisti di tutto il mondo. Mi devo vedere coi responsabili di questo famoso negozio, il Mini Che.

Ho già parlato con uno dei responsabili, che è interessato ai miei prodotti hawaiani. Mi hanno dato appuntamento prima nei loro uffici, poi in un bar del centro. Il bar tra parentesi è loro, dei titolari del negozio, e non solo quello. Hanno diverse sedi a Napoli, sempre dello stesso negozio, che è una specie di multinazionale del lusso.

Un negozio che tratta marchi di abbigliamento famosi, quelli cari. Il satellitare mi fa fare un giro, per arrivare a Napoli, che oramai ho imparato. Mi fa andare da Pesaro fino a Pescara, poi mi fa prendere lo svincolo abruzzese di Pescara per Roma, ma solo per qualche chilometro. A Pescara mi fermo per mangiare in un autogrill Sarni, dove si trovano specialità pugliesi buonissime: È una specie di festa infantile del gusto.

Mi diverto come un pazzo, non saprei spiegare bene il perché. Il Panda ne ha aspirati 7, dico sette secchi pieni, che abbiamo scaricato oltre un muretto. Andreani si era rifatto il guardaroba, scarpe comprese, mentre io guardavo, facendo finta di imparare il lavoro. Il satellitare mi fa uscire subito dopo, a Bussi. Fa freddo qui, meno due gradi dice il termometro esterno della mia Santa Fè.

È un posto incredibile, terribile e isolato. Poco altro, oltre al freddo e alle montagne. Un posto spaventoso, dove ti immagini che chi ci vive si senta forse distaccato dal mondo, o forse no. Al ritorno, verso le nove e mezza di sera, il termometro raggiunge i tredici gradi sotto lo zero, agghiacciante.

Non so se avevo mai sentito un freddo simile. Poi non resisto ed esco anche dalla macchina, col termometro che si è bloccato a meno 12 gradi. Esco dalla macchina in camicia per provare questo freddo incredibile, solo per un attimo. Sembra di stare sulla luna. Forse solo quel pastore, di cui intravedo il casolare.

Immagino che abbia il camino acceso. Per loro niente camino, suppongo. La strada si snoda da Roccaraso verso altri altopiani e altri svincoli, poi arriva in Molise e piano piano scende verso la Campania.

Da Teano sono quasi arrivato. Poi mi ritrovo nel traffico di quella strada fatta di pietre che costeggia il mare, con i sassi che rollano sotto le ruote della macchina, che va pianissimo. Arriva un altro lavavetri, più aggressivo stavolta, che mi lava subito il vetro senza chiedermi niente.

Non ha neanche chiesto il permesso. È un ragazzo, di quelli sbrigativi. Non risponde, poi lo sento bofonchiare. Se rimane troppo in questa città uno rischia di finire taglieggiato, mi viene da pensare. E il satellitare mi porta oltre Piazza Municipio, mi fa ridiscendere verso il molo, girare a destra, passare sotto una galleria terribile di smog, fare un giro e arrivo alla mia via, tra il traffico e le macchine ferme.

Mi dà un biglietto. Mi sento sicuro, prendo le borse e lo saluto. Entro con le mie valige, saluto la ragazza dietro al bancone e le dico che ho appuntamento col titolare. Scende dei gradini e mi annuncia a un ragazzo che mi aspetta, mentre parla con altre due persone. Ci sono gadget strani sui tavoli. Non so a cosa servano. Faccio due chiacchere con la ragazza, graziosa, tipica di Napoli. Ci sono ragazze bellissime a Napoli, e molto sveglie.

Dopo qualche minuto arriva il ragazzo con cui ho appuntamento, un moretto vestito molto elegante e con una mano piuttosto sudata. Ci sediamo a un bel tavolo lungo, fra i cuscini.

Io comincio a tirare fuori i cataloghi dalle borse. Arriva un altro ragazzo, più grande. È il cugino, e si siede con noi. Prende i cataloghi e comincia a farmi domande. Come li ho contattati? Sono un importatore e un distributore, gli spiego. E gli faccio vedere i cataloghi dei miei prodotti hawaiani. Il prodotto surf, le camicie, le varie aziende da cui importo.

Le cose pare si mettano bene. Anche se non capisco dove le esporrà, queste cose. Comunque, lo saprà lui. Mi chiede di vedere i campioni. Le magliette, i pantaloncini, le felpe.

Poi il pacco con le camicie. Lui fa una smorfia. No, non lo vuole questo prodotto. Non gli si accappona la pelle, pensando ai soldi che potrà farci. Non vede i soldi, con questo prodotto. Vede il prodotto, ma non i soldi. Insomma non lo vuole, non lo compra. Il pantaloncino non si asciuga neanche in tre giorni.

Ma non serve a molto. Il cugino più giovane va a parlarci un minuto, ma la partita è chiusa. Sono qui seduto in questo bel locale, con tutti i miei campioni hawaiani sul tavolo. Si profila un fiasco. Torna il cugino minore, ma è evidente che non se ne fa nulla. Sono cugini, ma anche soci, mi fa. Ripiego e risistemo tutto, una cosa per volta; faccio i miei pacchi e rimetto i campioni nella borsa.

Risalgo le scale e imbocco la porta. Il cugino è dispiaciuto e imbarazzato per me. La macchina è proprio nel garage di fronte, ma mi fermo prima di entrare nel garage. Ci sono delle ragazze che mi sorridono. Io mi metto in disparte e tiro fuori telefonino e agendina. Cerco qualche altro cliente in zona. Avevo dei clienti nella zona. E infatti ne trovo uno, a Caiazzo, in provincia di Caserta. Mi dice di venire a mostrargli i miei prodotti. Non ho che da riprendere la macchina. Pago 4 euro per il parcheggio.

Risalgo in macchina, monto il satellitare e lo imposto su Caiazzo. Ripercorro la strada a ridosso del golfo, fatta di pietre di porfido. E da Napoli parto per Caserta, guidato dal satellitare. Mi fa uscire a Caserta nord, in mezzo a un traffico disumano. Il Palazzo dello Sport mi fa venire in mente le grandi sfide della pallacanestro, quelle tra la Scavolini Pesaro, la mia squadra, e Caserta.

Qui non dovevano avere molti altri motivi per gioire. Finalmente arrivo a Caiazzo dal mio cliente. Ha aperto da un anno, mi dice. Gli faccio vedere i prodotti surf, e li compra insieme alle magliette. In sostanza mi fa felice. E questo negozio anonimo di Caiazzo, invece, mi fa un ordine.

Sono felice come una Pasqua, anche perché questo è il segno che i prodotti hawaiani li possono comprare veramente tutti, non solo i negozi top. Anche perché di negozi top non ce ne sono tanti, e sono esclusivi, nel senso che se vendi a loro, da quelle parti poi non puoi vendere a nessun altro, perché non vogliono. Mentre di negozi anonimi è pieno. Non parliamone perché devo andare, mi aspettano 5 ore o più di viaggio. Quando sono al Passo delle 5 Miglia fanno 12 gradi sotto zero.

Sembra la steppa siberiana. Scendo dalla macchina e mi si ghiaccia la camicia. Risalgo in macchina e dopo qualche ora sono a casa. Quello che mi serviva per chiudere il cerchio, dopo tanti studi, saggi, siti internet, trasmissioni e dibattiti televisivi che ho seguito e consultato. Dirottare 4 aerei di seguito con precisione cronometrica, e con la stessa precisione colpire 4 obiettivi o meglio 3, un aereo è precipitato, almeno sembra?

Nessuna organizzazione terroristica dispone di una potenza e di un equipaggiamento tecnologico del genere. Che sia stata la CIA? Ma quale organizzazione o personaggio americano potrebbe aver studiato un piano del genere ai danni del proprio Paese? Chi potrebbe fare un attentato di questo tipo?

Giulietto Chiesa ha appena pubblicato un libro col suo gruppo di lavoro. Sollecitato a dire almeno una cosa che smentisca la versione ufficiale dei fatti, Giulietto Chiesa fa sapere questo. I servizi segreti pakistani hanno pagato Mohamed Atta. Non poteva trattarsi di un semplice gruppo di terroristi. Combacia tutto in maniera spaventosa. Un Paese che non vuole invasori, che si è radicalizzato, e da cui gli americani non sanno come uscire, come è successo in Vietnam.

Vedremo cosa succederà con la nuova Amministrazione americana, che si rinnoverà nel Ma finalmente sono arrivato a un punto. Una Coppa Intercontinentale natalizia. Sono a Pesaro a fare lo scrittore maledetto. Il che, di domenica mattina, non è una cosa semplicissima. La partita inizia alle 11 e 30 italiane e si gioca in Giappone.

Non la trasmettono sui canali tradizionali: Voglio provare a vederla lo stesso, grazie a internet e al mio computer portatile. Tanto per forza la devono trasmettere tante televisioni nel mondo.

Sono alla metà del primo tempo, appare il video, non nitidissimo ma quasi godibile, con commento in spagnolo, molto piacevole, meglio di quello italiano. È Fox Sport, in spagnolo. La partita sembra molto viva, le squadre sono cariche, scattano, corrono come matti. A dir la verità le immagini sono sfocate, se non per quanto riguarda i primi piani, e ogni tanto la connessione salta. Comunque finisce il primo tempo. Mi faccio un caffè. Ricordo il match come fosse ieri: Un incontro pallosissimo, in cui il Milan era riuscito a segnare con Evani, su punizione, a 1 minuto dalla fine del secondo tempo supplementare.

Un eroe colombiano, amatissimo dalla sua gente. Mi ricordo anche le interviste del dopopartita a Berlusconi: Il fatto è che il potere ha sempre usato il calcio, lo sport più popolare, per procurarsi consenso. Insomma, da sempre il potere ha usato il calcio per i propri interessi. A metri dallo stadio torturavano i prigionieri in uno dei famigerati centri di detenzione.

Il collegamento internet con la partita continua a essere molto labile. Si disconnette, quindi non si vede più nulla e non riesco a ripristinarlo. Comunque le cose vanno per il meglio, come mi annuncia la risata isterica di mio padre proveniente da qualche parte. Il Milan vince 4 a 2. È la squadra più vittoriosa al mondo. Allora il giocatore simbolo era Rivera, oggi parlamentare intelligente, sempre contro il coro.

Nel pomeriggio esco con la mia Santa Fé e il cappello da cow-boy, il Renegade originale comprato a Dallas. Gli amici sfaccendati, i biliardi, i posti vissuti. Cose che sono quasi necessarie. Vado a fare un giro nel traffico di una domenica di Natale. Finisco in uno di quei grandi magazzini dove vendono di tutto, in mezzo a una calca impressionate di persone che comprano qualsiasi cosa.

Ottima, questa me la compro a giorni. Non me ne frega niente, e non mi serve, ma probabilmente mi prendo anche questo. Non lo so, ma mi sembrano buoni. Saranno non so quante migliaia di pagine. Mi sa che mi compro pure questa. È una cosa terrificante, da sbattere su un tavolo e fare un casino terribile. Non so a chi cazzo possa interessare, ma per prendere qualcuno per il culo va benissimo.

Ultimamente scambio simpatiche missive con interessanti personaggi. Al Gore, premio Nobel, ha più volte risposto alle mie missive. Gli avevo scritto che la campagna di sensibilizzazione che stava portando avanti riguardo il riscaldamento globale — che gli era valsa il meritato Premio Nobel — era molto interessante, ma che poteva essere giunto il momento di assumersi una nuova, gravosa responsabilità e di candidarsi alla Presidenza degli Stati Uniti.

Caro Al, Run for President. Mi ha risposto con una bella lettera, dicendomi che sebbene non nutrisse ancora ambizioni politiche aveva bisogno di me come di tutti per la sua battaglia contro il riscaldamento globale. Una persona davvero notevole. Che chiuda con questa mostruosità pericolosa della guerra in Iraq. Che sia capace di dialogare col mondo. Sto leggendo un libro, in francese, in modo da imparare anche la lingua. Joshua Key ha visto i soldati iracheni — i cosiddetti alleati — e anche americani uccidere bambine, bambini e donne, picchiare brutalmente uomini, violentare adolescenti.

Molti tornati a casa si sono suicidati per il rimorso, parecchi soffrono di gravissimi traumi e sensi di colpa. Il militare Joshua Key ha disertato per non dover tornare in Iraq, e oggi vive in Canada. Ci sono personaggi interessanti come Barack Obama, afro-americano: Li ho visti quei mini appartamenti, quando stavo alle Hawaii.

Costano molto le case, nelle isole del Paradiso, e ci sono tanti poveri che possono permettersi solo mini appartamenti. E ci sono anche tanti barboni, che la società dei consumi americana ha spinto ai margini. Non so se Barack Obama abbia delle reali possibilità di vincere: Ben più pericolosa è la famiglia Bush, legata a doppio filo agli interessi delle multinazionali del petrolio che li hanno fatti eleggere.

Hanno fatto una specie di lavaggio del cervello alla gente, diffondendo a piene mani attraverso i media notizie sulla brutalità di Saddam, il dittatore iracheno. Ma cosa vogliono fare i Repubblicani? John McCain vuole aumentare i soldati in Iraq. È per questo che oggi spero nel volto nuovo, nella dialettica travolgente e nel carisma di Barack Obama. La Spagna e i Mondiali. Ci sono episodi della nostra vita in grado di darci emozioni incredibili.

A volte questi momenti coincidono con degli spettacoli, delle passioni collettive. In tempi odierni, queste grandi emozioni che si trasformano in riti collettivi sono spesso fornite dallo sport, e soprattutto dalle imprese della Nazionale italiana di calcio.

Mi è successo in occasione dei Mondiali del Ero andato a Barcellona per lavoro, a cercare nuovi mercati per i miei prodotti hawaiani. Si erano persi la mia valigia, gli stronzi. Sono uscito in strada e qui seconda sgradevole sorpresa: Preferivano fermarsi da quelli che sono in gruppo: Il tassista era un padre di famiglia, con le foto delle figlie e della moglie attaccate sul cruscotto.

Sono uscito in strada con la mia valigetta rossa. Mi feci tutta Barcellona a piedi. Tutti i negozi di abbigliamento della città, per lo meno tutti quelli che ho visto. Sono partito dalla Ramblas. Ce ne sono molti in Spagna, sposati con le spagnole, che indubbiamente sono belle donne, spesso molto provocanti, con quegli sguardi profondi, tremendi. Insomma, Barcellona e la Spagna in generale sembrano una specie di colonia italiana, e gli italiani sono molto ben accetti.

La vita di baratto costa poco, come dicono. Poi mi feci tutta la Ramblas, procedendo verso il mare. I grandi negozi, e i piccoli. Ogni tanto mi dovevo fermare. C'erano 35 gradi o più, e mi sentivo quasi svenire. Mi comprai gelati, coca cola, e ogni volta che bevevo o prendevo qualcosa di fresco mi tornavano le forze. Arrivai fino al porto nuovo, bellissimo, pieno di palazzi e centri commerciali. Proseguii, entrai ed usci dappertutto con la massima naturalezza. Ora lo feci senza problemi anche a Barcellona.

Non avevo concluso nulla, ma ero soddisfatto lo stesso. In sostanza mi feci tutti i negozi che trovai fino a Lloret del Mar. E poi anche tutti i negozi di abbigliamento di Lloret del Mar, dove trovai altri italiani. Sono i luoghi del turismo di massa spagnolo, la loro Riccione, per intenderci. In serata tornai verso casa. C'erano dei bei bar, sembravano dei saloon.

Intanto i Mondiali erano in pieno svolgimento. Fu una storia di malaffare sportivo. Badalona è molto graziosa, e ha ottimi locali dove si mangia bene. Uno dei posti più simpatici e accoglienti che ricordi e in cui sia mai stato. Mi preparai per Ibiza, arrivai al porto, che è pieno di vita. Con un abbigliamento del genere del resto era difficile non notarmi.

Sembravo una specie di Yeti. La ritrovai anche nel viaggio di ritorno e ci scambiai giusto due parole, anche se ho avuto la netta impressione che volesse conoscermi, ma in quelle circostanze, non so bene perché non lo so mai, in effetti lasciai perdere. Era con alcuni amici spagnoli, dei ragazzi. Sulla barca che ci porta a Ibiza, molto comoda, ero seduto vicino a delle graziose ragazze catalane che giocavano fra loro e alla lunga si resero insopportabili, col casino che fecero.

Insomma arrivai al porto di Ibiza, una bellezza da sogno, al tramonto. Il porto di Ibiza era pieno di locali col televisore, e a un certo punto esplose un boato, un tripudio di colori azzurri e di maglie di italiani che guardavano la partita alle tv di tutti i locali. In albergo la partita si vedeva male, e con il commento in tedesco. Gli anglosassoni sono molto nazionalisti, e si vide. Una di quelle sere conobbi un argentino in un locale, un tipo simpatico che era stato anche in Italia per lavoro.

Ora viveva a Ibiza. Andai anche a Formentera, partendo sempre dal porto di Ibiza, con un traghetto. In serata tornai a Ibiza, e dopo qualche giorno a Barcellona. In serata gli spagnoli erano tutti in strada a commentare.

Quella sera, sulla Ramblas, un gruppo di ragazzi francesi, probabilmente dei kamikaze, passava cantando a squarciagola la Marsigliese. Era una provocazione, ma gli spagnoli sono bravi e sportivi, e non reagirono. La partita Italia-Germania si svolse durante il volo di ritorno da Barcellona, esattamente durante le stesse due ore del volo. Avevano perso di nuovo il bagaglio, e non si trovava. In quel periodo la compagnia aerea perdeva bagagli in continuazione.

Una notte incredibile, strana, magica, trascorsa insieme a tifosi anconetani e sardi di passaggio. Dovevo percorrere strade secondarie per arrivare a Pesaro, per evitare il casino dei festeggiamenti. La Francia e le ragazze francesi. Un motivo abbastanza palese e innegabile per cui si va in Francia con piacere è che le ragazze francesi sono strepitose. Il viaggio in nave è avventuroso.

Quello di Civitavecchia è anche più bello, ampio e nuovo. Poi ci si imbarca. Ne ho comprata una molto comoda, di cui sono orgoglioso: La Corsica è un luogo particolare. I corsi non scherzano. Sono tipi tosti, cattivi per essere cattivi. Lottano da una vita contro il governo di Parigi e ogni tanto fanno saltare in aria qualche prefetto. Hanno una loro lingua, che è in sostanza il dialetto genovese, visto che il loro territorio è una ex colonia della città marinara.

Hanno una loro cultura, che è un misto di ignoranza, orgoglio e nazionalismo isolano. In generale mi piacciono, per lo meno quelli che non sparano o accoltellano la gente. Detto fra di noi, queste cose in Corsica succedono, per cui occhio a dove andate. Per il resto questa terra è uno spettacolo, un posto magico, verde, selvaggio, assurdo.

Il costo della vita, da quando è diventata una meta turistica, è diventato altissimo. Sono cose che mi ha detto un ragazzo, proprietario di un bel ristorante a Porto Vecchio.

Tra parentesi in nave ho visto tre tizi, sembravano cugini. Un corso di 40 anni, di circa chili. Una faccia da paura, calvo. Volete andare a rompere i coglioni ai 3 cugini? Bastia è una bella cittadina di circa 60 mila abitanti. Un lungomare ben fornito di locali, proprio sul porto: Si trovano buone pizze, sigari e locali di tutti i tipi dove mangiare. Un luogo isolato, strano, quasi metafisico. Dentro era pieno di gente, di francesi che mangiavano e cantavano.

Affittavano anche le camere, e ne ho trovata una. Molto bella, peccato che non avesse né asciugamani né aria condizionata. Il testo narra di un viaggio, di una persona sfinita dalla stanchezza che arriva in un albergo, come me, e viene bene accolto: Poi di notte si accorge di mostruosità, belve feroci, gente che danza.

Comunque, da Bastia proseguo verso sud, vado a Porto Vecchio. Non so di preciso perché. A Porto Vecchio ci sono sempre belle ragazze. Lavorano nei bar e negli alberghi. Le francesi ti ammazzano, cerchiamo di capirci. Per non parlare di quegli occhi, di quei culi. Ne ho conosciuta qualcuna, al bar della piazza di Porto Vecchio: In genere sono molto simpatiche e graziose di modi. E le corse hanno quegli sguardi che ti puntano, che ti fanno quasi trasalire.

Ci vuole molto tatto, comunque: Jean Micheal gestisce un negozio surf. A sera, finalmente, sono arrivato nella città più bella del mondo: Ho trovato un albergo al volo, senza pretese, e caro il giusto, per essere nella città più bella del mondo. E poi per le strade di Parigi, in questo labirinto culturale dove è facile perdersi, scopri che in fondo anche perdersi è bello. Mi ritrovo sugli Champes Elysees.

Gente alla moda, turismo, belle ragazze. Passo quasi senza accorgermene per il tunnel dove è morta, o forse è stata uccisa, la Principessa Diana. Sul suo conto sono stati ritrovati circa mila euro.

E i servizi segreti conoscevano gli spostamenti di Diana? Sempre da quelle parti conosco padre Guelfucci, un prete corso che mi racconta di come il nazionalismo della sua isola sia in realtà una specie di mafia.

Un prete che sa il fatto suo, e mi riporta sugli Champes Elysees: È il mio quarantaduesimo compleanno. Rimango a casa a Pesaro? Ho già visitato entrambe, e mi sono piaciute tantissimo. I can't wait to utilize this site even more! Your site is great roulette system review casino game online yahoo online casino online gambling argosy casino riverside download free haywire machine slots own a casino sport book play free blackjack for fun tv poker video game casino download free go island new york new york casino las vegas.

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Cercai anche di spiegarglielo, qualche volta, penso con scarsissimi esiti, perché il vecchio Rico non ascoltava mai nessuno a parte le proprie pulsioni, che rischiavano di metterlo nei guai, perché in questo campo siamo un paese liberalizzato, ma solo a parole. Fortunatamente con me e quelli del mio giro, quelli più grandi, non si permetteva di fare lo scemo. Poi insomma il locale chiuse, dove ci incontravamo, giocavamo al fantacalcio e a biliardo anni prima, poi i biliardi li avevano tolti.

Pare che provassero una sorta di attrazione per un posto come quello. Ma sinceramente non vorrei scendere troppo nei particolari. Aveva la sbronza cattiva, e allora diventava molto fastidioso. È più che evidente che la domanda implicita del programma spingeva a dare una risposta favorevole alla guerra. Chi preferirebbe il ritiro alla vittoria? Meglio la vittoria, lo direbbe anche un bambino. O meglio, per essere precisi la Fox Tv ha letteralmente fatto eleggere Bush, quando nel , durante la notte delle elezioni, trasmise per prima la notizia della vittoria di George Walker in Florida sul democratico Al Gore, trainando tutte le altre reti televisive.

Gore aveva più voti, ma era stato giudicato perdente da uno strano conteggio effettuato con delle macchine conta-schede e con delle schede elettorali che sembravano fatte apposta per sbagliare. Una famiglia, un ceto politico, legati al petrolio, ai servizi segreti, e molto, molto potenti. Il loro maggior sponsor fra le televisioni è appunto Fox Tv, una rete che da anni ha inserito una bandiera americana nella grafica del proprio logo, e parla da sempre di guerra al terrore.

Si fa un uso studiato, scientifico, di questo patriottismo. Chi non è con noi non è col Presidente, ma è coi terroristi di Al Qaeda. Linea politica che ha portato a un conflitto in Afghanistan ormai incontrollabile, e a un altro in Iraq dal quale gli americani ancora oggi si interrogano su come uscire. La Guerra in Vietnam fu determinata da motivi geo-politici. È evidente come in realtà queste sono solo motivazioni di facciata per nascondere i motivi veri, che sono come sempre economici, strategici e petroliferi.

Il regime talebano non permetteva alla Unocal, la multinazionale americana del petrolio, di costruire un oleodotto su cui erano stati già investiti milioni di dollari e che avrebbe dovuto rifornire gli Stati Uniti e i Paesi occidentali. I talebani invece ne volevano fare un altro che avrebbe rifornito i paesi arabi e cambiato i rapporti di forza fra gli opposti emisferi.

Tali armi talora vennero vendute e recapitate in persona in Iraq da Rounsfield, che da amico fornitore di armi divenne poi Ministro della Difesa di Bush e teorico della guerra al terrore e al diabolico Saddam. Va detto inoltre che Hussein venne giudicato colpevole e impiccato per aver ucciso col gas centinaia di persone, gas sparato da elicotteri che venivano entrambi venduti loro dagli USA. La storia porta gli uomini e le nazioni a delle contraddizioni incredibili.

Gli americani avevano già allora il più importante servizio segreto del mondo. Una verità molto scomoda da accettare ancora oggi, per i militari e i soldati a Pearl Harbor. Su internet circolano decine di migliaia di siti sulle cosiddette ipotesi alternative a questo tragico evento. Una volta lette, tali ipotesi presentano spesso delle contraddizioni evidenti, anche più stridenti di quelle che si rilevano nella cosiddetta verità ufficiale.

Analogie della storia che tornano. Ma credo che mettendo insieme tutti i pezzi con attenzione si riesca a delineare un percorso, un quadro, che è poi la nostra storia. Si possono fare cose interessanti anche a Pesaro. Non è necessario essere ad Acapulco. E nei posti dove hanno comprato gli americani, come in Messico, o alle Hawaii, hanno costruito secondo la loro tipica architettura, quella terribile e mostruosa dei grattacieli. A dire il vero, in mezzo a questo lusso, io avevo avuto dei disturbi, dei mal di testa mostruosi.

Io avevo i capelli lunghi che rimanevano sempre bagnati, per cui mi venivano delle cervicali mostruose terribili. Elvis Presley veniva ad Acapulco e ci ha girato anche dei film. Ora ce ne sono decine, e ne costruiscono ancora.

Insomma sono entrato dentro questo Wal-Mart, dove ho trovato degli antidolorifici per il mal di testa, ma soprattutto mi sono tagliato i capelli, risolvendo il problema.

La spiaggia di Acapulco è veramente dorata, bellissima. Vendono residence per le vacanze dei turisti americani, vendono tutto.

Comunque Acapulco è rimasta, col suo milione di abitanti — molti dei quali cercano solo di sopravvivere — la sua baia e i suoi grattacieli, e se ci vai ti trovi anche bene.

Una cosa interessante che mi è capitata è stato imbattermi ne La Noia di Sartre tra gli scaffali di una libreria. Trovare un bel libro è sempre una bella esperienza. Come ritrovare un amico, Teo, che ho incontrato con moglie e una bambina piccola, la sua. Uno quando mette su famiglia non lo vedi quasi più, cambia abitudini, vive per la bambina piccola.

Doveva succedere prima o poi. Troppa fortuna, tante volte, e tanta sfortuna, altrettante volte. Da Pesaro sono chilometri, calcolati col satellitare. Sono partito con la mia Hyunday Santa Fé, un macchinone bello e potente. Avevo appuntamento con dei clienti in Piemonte, uno a Casale Monferrato e uno ad Asti. Era brutto tempo, pioveva, era grigio. Strade affollatissime di vacanzieri italici. Tutti in vacanza insieme.

Poi si ritorna, tutti insieme, a milioni, sulle strade che diventano circuiti di morte. Bloccata anche quella, ma in qualche modo andavo avanti, lentamente, proseguendo il mio cammino. Il satellitare mi ha guidato proprio sul posto.

Ho parcheggiato e sono entrato nel negozio di articoli da surf che mi aspettava in centro. Il titolare sembrava ben intenzionato nei confronti dei miei prodotti hawaiani, poi è arrivata la moglie e ha rovinato tutto. Lei non li voleva. Siamo rimasti che ci saremmo risentiti telefonicamente. Ho ripreso la macchina, chiamato il cliente e puntato verso Asti. È stato un attimo. Ho avuto modo soltanto di fare un lamento.

Si è formato un gruppo di curiosi, gente che diceva che ero ferito. Avevo del sangue sulla faccia. Non me ne fregava niente. Ho avuto paura di aver perso tutto, la macchina, gli appuntamenti, il lavoro. Tre ragazzi mi hanno medicato e mi hanno messo qualcosa sulla faccia, probabilmente del disinfettante. Avevo un piccolo taglio. Cosa si fa in questi casi?

Mi sono scoperto calmo e lucido. I poliziotti mi hanno chiesto i dati. Gli ho dato tutto. Grazie tante, le ho detto. Quelli della Croce Rossa hanno insistito, è meglio che vada in ospedale. Mi sono fatto convincere: Mi hanno messo un collare. Poi quando siamo arrivati mi hanno messo su una sedia a rotelle. Io avevo ancora con me le borse con i campionari che uso per lavoro e un giubbotto supplementare in caso facesse freddo.

Al Pronto Soccorso ho fornito i miei dati, intanto telefonavo, non volevo stare seduto. Ho salutato i miei angeli, che sono andati a prendere qualcun altro. Mi hanno portato di là, o meglio, ci sono andato a piedi. Dovevo fare delle lastre. Non hanno detto altro. Ho ripreso le mie due borse, il giubbotto supplementare e sono andato di sopra. Ho trovato un tizio smilzo che mi ha visto arrivare a piedi, con le borse e la prescrizione per le lastre.

Ha fatto una specie di ghigno di sufficienza e ha preso la prescrizione. Mi ha portato di là e mi ha fatto togliere la camicia. Mi ha messo di fronte a una macchina. Non si fanno radiografie alla spalla, quindi. Dolore al collo e alla testa. Ho fatto le radiografie. Non ne potevo più. Finalmente il dottore smilzo mi ha dato le radiografie, in una busta.

Nel frattempo il collare che mi avevano messo si è staccato. Avrei dovuto rimettermelo, ma ho rinunciato. Ho ripreso le borse, il giubbotto supplementare, le radiografie e sono sceso.

Chi mi guarda le radiografie? Dovevo mostrare le radiografie a qualcuno? Non si capisce bene. Io intanto ho telefonato al concessionario per sapere quanto costa portare la mia auto fino a Pesaro.

Poi è arrivato un poliziotto comunale sorridente, simpatico. Sul luogo del sinistro non era rimasto quasi nessuno. Come faccio a tornare a casa? In macchina mi ha detto di aver avuto dei problemi causati dallo stress. Notti insonni ad aspettare le chiamate, senza dormire per anni. Alla fine ha avuto un esaurimento. Spero non abbia anche delle tendenze suicide, ho pensato mentre guidava.

Alla fine mi ha portato alla stazione di Alessandria, a 30 chilometri di distanza. Sono sceso, ho ripreso le borse e ho dato 20 euro al tipo. Non mi sentivo sconfitto. Gli scrittori maledetti non mollano mai se possibile. Alessandria è una bellissima città, ma in quel momento non avevo molta voglia di escursioni. Non avevo neanche fame. In treno ho conosciuto due tizi, che andavano a Bari, due bravi ragazzi, un ligure e un pugliese.

Insomma sono riuscito ad affrontare le ore di viaggio senza diventare pazzo. Sono arrivato a casa alle tre e mezza di notte. Per me è quasi normale.

Il nano bussa sempre due volte o più. Sono qui davanti alla televisione, di sera, a guardare una specie di talk-show in cui parlano di sessualità. Parla di un fatto, non so se reale o meno, avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale. Non so se la storia sia credibile, anche se è possibile che lo sia.

In quel periodo sono stati usati metodi simili da diversi servizi segreti. Metodi riprovevoli, certo, ma cose realmente architettate per fiaccare il morale dei soldati nemici. Quindi anche la storia dei film porno, in teoria, è possibile che sia accaduta.

Sono andato a visitare luoghi storici della Seconda Guerra Mondiale. Un posto incredibile, incantato, magico, baciato dal sole delle isole. Bisogna fare un bel viaggio per andarci: Nella tentacolare Los Angeles John Holmes, sessualmente superdotatissimo, oltre a fare il porno attore frequentava bruttissimi giri, spacciatori, gruppi di delinquenti, festini erotici organizzati in casa di pessimi amici.

Pare che fu costretto ad assistere ad alcuni brutali omicidi, consumati a sprangate. Sono anche stato in Normandia, ma più recentemente. Non so se sono arrivato a una conclusione, ma temo che Diana sia scomparsa a causa del suo comportamento troppo disinibito. Troppi amanti, troppe storie — riprese in modo morboso dalla stampa — che mettevano chiaramente in costante imbarazzo i reali inglesi, per i quali ormai Diana era solo una fonte continua di problemi.

Da questo potrebbe essere derivata la decisione di eliminarla. La difficoltà del quotidiano. Il mio lavoro di importazione e distribuzione di prodotti hawaiani era veramente duro. Mi capitava di dover fare centinaia, migliaia di chilometri in un solo giorno di lavoro. Un totale di 1. Tornavo a casa a volte alle 2, alle 3 del mattino.

Giornate lavorative di 14, 16, 18 ore ed oltre. E a volte i clienti ti facevano solo perdere tempo e denaro. A volte ordinavano merce, che io pagavo, pagavo anche l'importazione, e poi loro non la prendevano più, la rifiutavano, con qualsiasi scusa. Non potevano emettere assegni, o si facevano negare. Le difficoltà del lavoro a tratti erano micidiali. Va detto che quelle camicie hawaiane erano un sogno, qualcosa che metteva di buon umore solo a guardarle: Costava molto, ma era bellissimo.

Nel prodotto si percepiva tutta la bellezza dei posti, la solarità dei paesaggi. Non traspariva invece la sofferenza degli abitanti, di quelli — e sono molti — che non ce la fanno a campare. Ci fu un colpo di Stato provocato dagli industriali americani del sandalo. Una volta quella era una spiaggia vergine. Ora sembra di stare a New York. E a poco valsero le grida di dolore e la richiesta di libertà della regina delle Hawaii e del movimento indipendentista hawaiano.

Gli scrittori devono occuparsi anche di queste cose. Posso annoverare tra la mia corrispondenza una lettera scrittami da Al Gore, o da qualcuno del suo ufficio, in risposta a un fax che gli avevo mandato esortandolo a concorrere per la Presidenza Bene, ora il vecchio Al ha vinto il Nobel, e tutti aspettano di vedere se si candiderà o meno. Non so se anche lui sia preoccupato della possibile ascesa di Gore.

Il fatto è che il buon Rudy, a cui va tutto il mio rispetto, sembra effettivamente vecchio, forse troppo. Bush, legato a doppio filo agli interessi delle grandi corporazioni, del petrolio, della destra americana, e non da ultimo alla Cia.

È a un personaggio del genere che sono legati i destini del mondo. Uno che fa parte di una classe politica in grado di raccogliere centinaia di milioni di dollari per la propria campagna elettorale, soldi provenienti dalle grandi compagnie petrolifere, dalla Enron e dai soliti noti. Posso tirare a indovinare: General Elettrics e United Fruits. Il fatto è che bisogna sul serio che ci sia un cambio di rotta nella politica americana e mondiale.

Ricostruzione di un Paese in cui gran parte della popolazione non ha più un lavoro, acqua ed elettricità: E della Hulliburton del vice presidente Cheney, che da questo conflitto mostruoso ha guadagnato miliardi di dollari in appalti. Va detto che in questa mia ricerca mi sono avvalso di fonti quali pubblicazioni, ricostruzioni, interviste a rei confessi e siti internet. Bene, su questo sito compare la confessione — straordinaria, che sia credibile o meno — di un carcerato di nome James Files.

La cosa che realmente sconcerta è come mai una notizia del genere sia stata del tutto ignorata dai principali media e dal pubblico. Va detto che James Files aveva fornito queste informazioni a un investigatore che si era occupato delle indagini, ma che poi era morto.

E dopo essere stato oggetto di attacchi, disgustato, si è rinchiuso nel silenzio. Pare infatti che sia stato giudicato poco credibile dai responsabili del network americano NBC, che avrebbero trovato dei documenti che lo davano in ospedale quel giorno del Files avrebbe risposto loro che si trattava in realtà di suo fratello gemello, che poi lui avrebbe ucciso. Ma la sua testimonianza rimane. Ancora più interessante è la sezione del sito che riguarda George Bush e la sua famiglia. Quella del Presidente è una storia molto lunga e complessa, piena di personaggi, di foto, di dettagli storici.

A fine guerra convinse il Generale Eisenhower a concorrere per la presidenza, e fu quindi suo mentore e ispiratore durante gli 8 anni del suo governo. Prescott Bush con Eisenhower. Nel sito compaiono foto di Prescott Bush con Eisenhower, e mentre dà un amichevole buffetto sul cappello al suo pupillo. Bene, il figlio di Prescott Bush, George H. Di questi gruppi facevano parte vari personaggi: Felix Rodriguez, che appare in foto insieme a George Bush Senior, che fece catturare e uccidere il mito rivoluzionario Ernesto Che Guevara.

Esiste anche una foto di Felix Rodriguez con Che Guevara catturato. Bush senior con Felix Rodriguez. Felix Rodriguez con Che Guevara. A proposito di foto. Senonché esiste una bella foto, strabiliante, di una persona che sembrerebbe essere proprio George H. Bush, davanti al famoso deposito di libri di Dallas. Posada Carriles e Novo Sampol vennero in seguito incarcerati a Panama, insieme a 3 complici cubani, per un attentato alla Cuban Airlines. Tutti questi fatti e descrizioni concordano con: E lo scandalo Iran-Contra?

E la guerra in Iraq? Dove si trovava George Bush senior il 22 novembre del ? Ero arrivato nella città del sogno di notte. Provenivo dalla Sardegna, e dalla Corsica, dopodiché ero sbarcato a Tolone e avevo preso la strada verso il nord; volevo andare in Inghilterra, sempre guidato dal mio fido satellitare che mi portava dappertutto. Ero in piena sindrome da viaggio. Solo che in Francia in autostrada ogni chilometri ti devi fermare per pagare pedaggi da 1 euro, 1 euro e mezzo.

Mi fermavo in continuazione, pagavo con la carta di credito e proseguivo. Anche gli autogrill francesi non erano male: Mi fermai ed entrai. Poi incominciai i miei giri. Passai per il Louvre e gli Champes Elysees, stupendi e sempre pieni di gente, eleganti e assolutamente alla portata di tutti, testimoni della grandeur della Francia come li volle De Gaulle. Finalmente trovai da mangiare, alla svelta in uno di questi. Cominciai a notare alberghi molto curati, con addetti alla sicurezza impeccabili e auricolare.

Era una zona elegante, piena di hotels importanti. Cercai di tornare sui miei passi, riattraversai un ponte sulla Senna, insomma mi persi. Camminavo per viali e sottopassaggi, ma non sapevo bene dove mi trovavo. Una fine su cui si è sempre discusso e che aveva convinto anche me che si trattasse di qualcosa di più di un fatto accidentale, come oggi pensa la maggioranza degli inglesi.

Passarono alcuni mesi, durante i quali vidi alcuni documentari sulle ultime ore di Diana alla televisione. Questo scrittore aveva concluso che non si poteva definire inverosimile che la Regina fosse a capo di un enorme narcotraffico. E a pensare che dei politici comuni sappiamo ormai tutto, ma dei reali inglesi quasi nulla. Sono davvero in grado di progettare e far eseguire un omicidio politico, come quello di Diana? Cominciai le mie ricerche. In passato le uniche fonti disponibili sarebbero state i libri.

Fatto che era stato sempre smentito dalla Polizia, e che fu costretta ad ammetterlo solo dopo alcune settimane, dato che risultavano tracce di vernice bianca sulla carrozzeria della Mercedes. Gli scrissi a proposito della Uno bianca, che era allora una delle macchine più vendute, tanto che una banda di criminali italiana la usava come emblema delle proprie rapine violente. Una logica che poteva essere vincente, usare una macchina molto comune, non una Maserati o una Chevrolet, più facili da rintracciare.

Dodi e Diana stavano per fidanzarsi. In seguito, proseguendo le mie ricerche, mi imbattei in quello che potrebbe essere il reale motivo della morte forse provocata di Diana: Alcuni ritengono che fu proprio questa campagna a costarle la vita.

Ma quella lista di amanti dice qualcosa. Che la bella Diana, forse di proposito, era un imbarazzo continuo e insopportabile per la Corona inglese, i suoi componenti o i servizi di sicurezza che vi ruotano attorno. E questo potrebbe essere stato il reale motivo della sua morte.

La storia di Lady D potrebbe essere questa, ma lasciamoci sempre il beneficio del dubbio. Ho appuntamento con il negozio top di Neaples, per cui parto. No, sono tranquillo, anche se il giorno prima ho salutato gli amici del locale che frequento di solito dicendo loro che andavo a Napoli e che se non tornavo speravo si ricordassero di me. Perché a Napoli — non è per volere a tutti i costi drammatizzare — devi fare attenzione, questo è indubbio. Napoli è tentacolare, spettacolosa.

Ho ancora in mente alcune visioni della città, stampate come in una foto. Dove vanno i napoletani a fare festa, insieme ai turisti di tutto il mondo. Mi devo vedere coi responsabili di questo famoso negozio, il Mini Che. Ho già parlato con uno dei responsabili, che è interessato ai miei prodotti hawaiani. Mi hanno dato appuntamento prima nei loro uffici, poi in un bar del centro. Il bar tra parentesi è loro, dei titolari del negozio, e non solo quello.

Hanno diverse sedi a Napoli, sempre dello stesso negozio, che è una specie di multinazionale del lusso. Un negozio che tratta marchi di abbigliamento famosi, quelli cari. Il satellitare mi fa fare un giro, per arrivare a Napoli, che oramai ho imparato.

Mi fa andare da Pesaro fino a Pescara, poi mi fa prendere lo svincolo abruzzese di Pescara per Roma, ma solo per qualche chilometro. A Pescara mi fermo per mangiare in un autogrill Sarni, dove si trovano specialità pugliesi buonissime: È una specie di festa infantile del gusto. Mi diverto come un pazzo, non saprei spiegare bene il perché. Il Panda ne ha aspirati 7, dico sette secchi pieni, che abbiamo scaricato oltre un muretto.

Andreani si era rifatto il guardaroba, scarpe comprese, mentre io guardavo, facendo finta di imparare il lavoro. Il satellitare mi fa uscire subito dopo, a Bussi. Fa freddo qui, meno due gradi dice il termometro esterno della mia Santa Fè. È un posto incredibile, terribile e isolato. Poco altro, oltre al freddo e alle montagne. Un posto spaventoso, dove ti immagini che chi ci vive si senta forse distaccato dal mondo, o forse no.

Al ritorno, verso le nove e mezza di sera, il termometro raggiunge i tredici gradi sotto lo zero, agghiacciante. Non so se avevo mai sentito un freddo simile.

Poi non resisto ed esco anche dalla macchina, col termometro che si è bloccato a meno 12 gradi. Esco dalla macchina in camicia per provare questo freddo incredibile, solo per un attimo. Sembra di stare sulla luna. Forse solo quel pastore, di cui intravedo il casolare. Immagino che abbia il camino acceso. Per loro niente camino, suppongo. La strada si snoda da Roccaraso verso altri altopiani e altri svincoli, poi arriva in Molise e piano piano scende verso la Campania.

Da Teano sono quasi arrivato. Poi mi ritrovo nel traffico di quella strada fatta di pietre che costeggia il mare, con i sassi che rollano sotto le ruote della macchina, che va pianissimo. Arriva un altro lavavetri, più aggressivo stavolta, che mi lava subito il vetro senza chiedermi niente. Non ha neanche chiesto il permesso.

È un ragazzo, di quelli sbrigativi. Non risponde, poi lo sento bofonchiare. Se rimane troppo in questa città uno rischia di finire taglieggiato, mi viene da pensare. E il satellitare mi porta oltre Piazza Municipio, mi fa ridiscendere verso il molo, girare a destra, passare sotto una galleria terribile di smog, fare un giro e arrivo alla mia via, tra il traffico e le macchine ferme.

Mi dà un biglietto. Mi sento sicuro, prendo le borse e lo saluto. Entro con le mie valige, saluto la ragazza dietro al bancone e le dico che ho appuntamento col titolare.

Scende dei gradini e mi annuncia a un ragazzo che mi aspetta, mentre parla con altre due persone. Ci sono gadget strani sui tavoli. Non so a cosa servano. Faccio due chiacchere con la ragazza, graziosa, tipica di Napoli. Ci sono ragazze bellissime a Napoli, e molto sveglie. Dopo qualche minuto arriva il ragazzo con cui ho appuntamento, un moretto vestito molto elegante e con una mano piuttosto sudata. Ci sediamo a un bel tavolo lungo, fra i cuscini. Io comincio a tirare fuori i cataloghi dalle borse.

Arriva un altro ragazzo, più grande. È il cugino, e si siede con noi. Prende i cataloghi e comincia a farmi domande. Come li ho contattati? Sono un importatore e un distributore, gli spiego. E gli faccio vedere i cataloghi dei miei prodotti hawaiani. Il prodotto surf, le camicie, le varie aziende da cui importo. Le cose pare si mettano bene. Anche se non capisco dove le esporrà, queste cose.

Comunque, lo saprà lui. Mi chiede di vedere i campioni. Le magliette, i pantaloncini, le felpe. Poi il pacco con le camicie.

Lui fa una smorfia. No, non lo vuole questo prodotto. Non gli si accappona la pelle, pensando ai soldi che potrà farci. Non vede i soldi, con questo prodotto. Vede il prodotto, ma non i soldi. Insomma non lo vuole, non lo compra. Il pantaloncino non si asciuga neanche in tre giorni. Ma non serve a molto. Il cugino più giovane va a parlarci un minuto, ma la partita è chiusa. Sono qui seduto in questo bel locale, con tutti i miei campioni hawaiani sul tavolo.

Si profila un fiasco. Torna il cugino minore, ma è evidente che non se ne fa nulla. Sono cugini, ma anche soci, mi fa. Ripiego e risistemo tutto, una cosa per volta; faccio i miei pacchi e rimetto i campioni nella borsa. Risalgo le scale e imbocco la porta. Il cugino è dispiaciuto e imbarazzato per me. La macchina è proprio nel garage di fronte, ma mi fermo prima di entrare nel garage.

Ci sono delle ragazze che mi sorridono. Io mi metto in disparte e tiro fuori telefonino e agendina. Cerco qualche altro cliente in zona. Avevo dei clienti nella zona.

E infatti ne trovo uno, a Caiazzo, in provincia di Caserta. Mi dice di venire a mostrargli i miei prodotti. Non ho che da riprendere la macchina. Pago 4 euro per il parcheggio. Risalgo in macchina, monto il satellitare e lo imposto su Caiazzo. Ripercorro la strada a ridosso del golfo, fatta di pietre di porfido. E da Napoli parto per Caserta, guidato dal satellitare. Mi fa uscire a Caserta nord, in mezzo a un traffico disumano.

Il Palazzo dello Sport mi fa venire in mente le grandi sfide della pallacanestro, quelle tra la Scavolini Pesaro, la mia squadra, e Caserta. Qui non dovevano avere molti altri motivi per gioire. Finalmente arrivo a Caiazzo dal mio cliente.

Ha aperto da un anno, mi dice. Gli faccio vedere i prodotti surf, e li compra insieme alle magliette. In sostanza mi fa felice. E questo negozio anonimo di Caiazzo, invece, mi fa un ordine.

Sono felice come una Pasqua, anche perché questo è il segno che i prodotti hawaiani li possono comprare veramente tutti, non solo i negozi top. Anche perché di negozi top non ce ne sono tanti, e sono esclusivi, nel senso che se vendi a loro, da quelle parti poi non puoi vendere a nessun altro, perché non vogliono.

Mentre di negozi anonimi è pieno. Non parliamone perché devo andare, mi aspettano 5 ore o più di viaggio. Quando sono al Passo delle 5 Miglia fanno 12 gradi sotto zero.

Sembra la steppa siberiana. Scendo dalla macchina e mi si ghiaccia la camicia. Risalgo in macchina e dopo qualche ora sono a casa. Quello che mi serviva per chiudere il cerchio, dopo tanti studi, saggi, siti internet, trasmissioni e dibattiti televisivi che ho seguito e consultato. Dirottare 4 aerei di seguito con precisione cronometrica, e con la stessa precisione colpire 4 obiettivi o meglio 3, un aereo è precipitato, almeno sembra? Nessuna organizzazione terroristica dispone di una potenza e di un equipaggiamento tecnologico del genere.

Che sia stata la CIA? Ma quale organizzazione o personaggio americano potrebbe aver studiato un piano del genere ai danni del proprio Paese? Chi potrebbe fare un attentato di questo tipo? Giulietto Chiesa ha appena pubblicato un libro col suo gruppo di lavoro. Sollecitato a dire almeno una cosa che smentisca la versione ufficiale dei fatti, Giulietto Chiesa fa sapere questo.

I servizi segreti pakistani hanno pagato Mohamed Atta. Non poteva trattarsi di un semplice gruppo di terroristi. Combacia tutto in maniera spaventosa. Un Paese che non vuole invasori, che si è radicalizzato, e da cui gli americani non sanno come uscire, come è successo in Vietnam. Vedremo cosa succederà con la nuova Amministrazione americana, che si rinnoverà nel Ma finalmente sono arrivato a un punto.

Una Coppa Intercontinentale natalizia. Sono a Pesaro a fare lo scrittore maledetto. Il che, di domenica mattina, non è una cosa semplicissima. La partita inizia alle 11 e 30 italiane e si gioca in Giappone. Non la trasmettono sui canali tradizionali: Voglio provare a vederla lo stesso, grazie a internet e al mio computer portatile. Tanto per forza la devono trasmettere tante televisioni nel mondo.

Sono alla metà del primo tempo, appare il video, non nitidissimo ma quasi godibile, con commento in spagnolo, molto piacevole, meglio di quello italiano. È Fox Sport, in spagnolo. La partita sembra molto viva, le squadre sono cariche, scattano, corrono come matti. A dir la verità le immagini sono sfocate, se non per quanto riguarda i primi piani, e ogni tanto la connessione salta. Comunque finisce il primo tempo. Mi faccio un caffè. Ricordo il match come fosse ieri: Un incontro pallosissimo, in cui il Milan era riuscito a segnare con Evani, su punizione, a 1 minuto dalla fine del secondo tempo supplementare.

Un eroe colombiano, amatissimo dalla sua gente. Mi ricordo anche le interviste del dopopartita a Berlusconi: Il fatto è che il potere ha sempre usato il calcio, lo sport più popolare, per procurarsi consenso. Insomma, da sempre il potere ha usato il calcio per i propri interessi. A metri dallo stadio torturavano i prigionieri in uno dei famigerati centri di detenzione. Il collegamento internet con la partita continua a essere molto labile.

Si disconnette, quindi non si vede più nulla e non riesco a ripristinarlo. Comunque le cose vanno per il meglio, come mi annuncia la risata isterica di mio padre proveniente da qualche parte. Il Milan vince 4 a 2. È la squadra più vittoriosa al mondo. Allora il giocatore simbolo era Rivera, oggi parlamentare intelligente, sempre contro il coro. Nel pomeriggio esco con la mia Santa Fé e il cappello da cow-boy, il Renegade originale comprato a Dallas.

Gli amici sfaccendati, i biliardi, i posti vissuti. Cose che sono quasi necessarie. Vado a fare un giro nel traffico di una domenica di Natale. Finisco in uno di quei grandi magazzini dove vendono di tutto, in mezzo a una calca impressionate di persone che comprano qualsiasi cosa.

Ottima, questa me la compro a giorni. Non me ne frega niente, e non mi serve, ma probabilmente mi prendo anche questo. Non lo so, ma mi sembrano buoni. Saranno non so quante migliaia di pagine. Mi sa che mi compro pure questa. È una cosa terrificante, da sbattere su un tavolo e fare un casino terribile. Non so a chi cazzo possa interessare, ma per prendere qualcuno per il culo va benissimo. Ultimamente scambio simpatiche missive con interessanti personaggi.

Al Gore, premio Nobel, ha più volte risposto alle mie missive. Gli avevo scritto che la campagna di sensibilizzazione che stava portando avanti riguardo il riscaldamento globale — che gli era valsa il meritato Premio Nobel — era molto interessante, ma che poteva essere giunto il momento di assumersi una nuova, gravosa responsabilità e di candidarsi alla Presidenza degli Stati Uniti. Caro Al, Run for President.

Mi ha risposto con una bella lettera, dicendomi che sebbene non nutrisse ancora ambizioni politiche aveva bisogno di me come di tutti per la sua battaglia contro il riscaldamento globale. Una persona davvero notevole. Che chiuda con questa mostruosità pericolosa della guerra in Iraq. Che sia capace di dialogare col mondo. Sto leggendo un libro, in francese, in modo da imparare anche la lingua. Joshua Key ha visto i soldati iracheni — i cosiddetti alleati — e anche americani uccidere bambine, bambini e donne, picchiare brutalmente uomini, violentare adolescenti.

Molti tornati a casa si sono suicidati per il rimorso, parecchi soffrono di gravissimi traumi e sensi di colpa. Il militare Joshua Key ha disertato per non dover tornare in Iraq, e oggi vive in Canada. Ci sono personaggi interessanti come Barack Obama, afro-americano: Li ho visti quei mini appartamenti, quando stavo alle Hawaii. Costano molto le case, nelle isole del Paradiso, e ci sono tanti poveri che possono permettersi solo mini appartamenti.

E ci sono anche tanti barboni, che la società dei consumi americana ha spinto ai margini. Non so se Barack Obama abbia delle reali possibilità di vincere: Ben più pericolosa è la famiglia Bush, legata a doppio filo agli interessi delle multinazionali del petrolio che li hanno fatti eleggere.

Hanno fatto una specie di lavaggio del cervello alla gente, diffondendo a piene mani attraverso i media notizie sulla brutalità di Saddam, il dittatore iracheno. Ma cosa vogliono fare i Repubblicani?

John McCain vuole aumentare i soldati in Iraq. È per questo che oggi spero nel volto nuovo, nella dialettica travolgente e nel carisma di Barack Obama. La Spagna e i Mondiali. Ci sono episodi della nostra vita in grado di darci emozioni incredibili.

A volte questi momenti coincidono con degli spettacoli, delle passioni collettive. In tempi odierni, queste grandi emozioni che si trasformano in riti collettivi sono spesso fornite dallo sport, e soprattutto dalle imprese della Nazionale italiana di calcio. Mi è successo in occasione dei Mondiali del Ero andato a Barcellona per lavoro, a cercare nuovi mercati per i miei prodotti hawaiani.

Si erano persi la mia valigia, gli stronzi. Sono uscito in strada e qui seconda sgradevole sorpresa: Preferivano fermarsi da quelli che sono in gruppo: Il tassista era un padre di famiglia, con le foto delle figlie e della moglie attaccate sul cruscotto. Sono uscito in strada con la mia valigetta rossa. Mi feci tutta Barcellona a piedi. Tutti i negozi di abbigliamento della città, per lo meno tutti quelli che ho visto. Sono partito dalla Ramblas.

Ce ne sono molti in Spagna, sposati con le spagnole, che indubbiamente sono belle donne, spesso molto provocanti, con quegli sguardi profondi, tremendi.

Insomma, Barcellona e la Spagna in generale sembrano una specie di colonia italiana, e gli italiani sono molto ben accetti. La vita di baratto costa poco, come dicono. Poi mi feci tutta la Ramblas, procedendo verso il mare. I grandi negozi, e i piccoli. Ogni tanto mi dovevo fermare. C'erano 35 gradi o più, e mi sentivo quasi svenire. Mi comprai gelati, coca cola, e ogni volta che bevevo o prendevo qualcosa di fresco mi tornavano le forze.

Arrivai fino al porto nuovo, bellissimo, pieno di palazzi e centri commerciali. Proseguii, entrai ed usci dappertutto con la massima naturalezza. Ora lo feci senza problemi anche a Barcellona. Non avevo concluso nulla, ma ero soddisfatto lo stesso. In sostanza mi feci tutti i negozi che trovai fino a Lloret del Mar. E poi anche tutti i negozi di abbigliamento di Lloret del Mar, dove trovai altri italiani. Sono i luoghi del turismo di massa spagnolo, la loro Riccione, per intenderci.

In serata tornai verso casa. C'erano dei bei bar, sembravano dei saloon. Intanto i Mondiali erano in pieno svolgimento. Fu una storia di malaffare sportivo. Badalona è molto graziosa, e ha ottimi locali dove si mangia bene. Uno dei posti più simpatici e accoglienti che ricordi e in cui sia mai stato. Mi preparai per Ibiza, arrivai al porto, che è pieno di vita. Con un abbigliamento del genere del resto era difficile non notarmi. Sembravo una specie di Yeti.

La ritrovai anche nel viaggio di ritorno e ci scambiai giusto due parole, anche se ho avuto la netta impressione che volesse conoscermi, ma in quelle circostanze, non so bene perché non lo so mai, in effetti lasciai perdere.

Era con alcuni amici spagnoli, dei ragazzi. Sulla barca che ci porta a Ibiza, molto comoda, ero seduto vicino a delle graziose ragazze catalane che giocavano fra loro e alla lunga si resero insopportabili, col casino che fecero. Insomma arrivai al porto di Ibiza, una bellezza da sogno, al tramonto. Il porto di Ibiza era pieno di locali col televisore, e a un certo punto esplose un boato, un tripudio di colori azzurri e di maglie di italiani che guardavano la partita alle tv di tutti i locali.

In albergo la partita si vedeva male, e con il commento in tedesco. Gli anglosassoni sono molto nazionalisti, e si vide. Una di quelle sere conobbi un argentino in un locale, un tipo simpatico che era stato anche in Italia per lavoro.

Ora viveva a Ibiza. Andai anche a Formentera, partendo sempre dal porto di Ibiza, con un traghetto. In serata tornai a Ibiza, e dopo qualche giorno a Barcellona. In serata gli spagnoli erano tutti in strada a commentare.

Quella sera, sulla Ramblas, un gruppo di ragazzi francesi, probabilmente dei kamikaze, passava cantando a squarciagola la Marsigliese. Era una provocazione, ma gli spagnoli sono bravi e sportivi, e non reagirono. La partita Italia-Germania si svolse durante il volo di ritorno da Barcellona, esattamente durante le stesse due ore del volo. Avevano perso di nuovo il bagaglio, e non si trovava.

In quel periodo la compagnia aerea perdeva bagagli in continuazione. Una notte incredibile, strana, magica, trascorsa insieme a tifosi anconetani e sardi di passaggio. Dovevo percorrere strade secondarie per arrivare a Pesaro, per evitare il casino dei festeggiamenti.

La Francia e le ragazze francesi. Un motivo abbastanza palese e innegabile per cui si va in Francia con piacere è che le ragazze francesi sono strepitose. Il viaggio in nave è avventuroso.

Quello di Civitavecchia è anche più bello, ampio e nuovo. Poi ci si imbarca. Ne ho comprata una molto comoda, di cui sono orgoglioso: La Corsica è un luogo particolare. I corsi non scherzano. Sono tipi tosti, cattivi per essere cattivi. Lottano da una vita contro il governo di Parigi e ogni tanto fanno saltare in aria qualche prefetto. Hanno una loro lingua, che è in sostanza il dialetto genovese, visto che il loro territorio è una ex colonia della città marinara.

Hanno una loro cultura, che è un misto di ignoranza, orgoglio e nazionalismo isolano. In generale mi piacciono, per lo meno quelli che non sparano o accoltellano la gente. Detto fra di noi, queste cose in Corsica succedono, per cui occhio a dove andate. Per il resto questa terra è uno spettacolo, un posto magico, verde, selvaggio, assurdo.

Il costo della vita, da quando è diventata una meta turistica, è diventato altissimo. Sono cose che mi ha detto un ragazzo, proprietario di un bel ristorante a Porto Vecchio. Tra parentesi in nave ho visto tre tizi, sembravano cugini. Un corso di 40 anni, di circa chili. Una faccia da paura, calvo. Volete andare a rompere i coglioni ai 3 cugini?

Bastia è una bella cittadina di circa 60 mila abitanti. Un lungomare ben fornito di locali, proprio sul porto: Si trovano buone pizze, sigari e locali di tutti i tipi dove mangiare. Un luogo isolato, strano, quasi metafisico. Dentro era pieno di gente, di francesi che mangiavano e cantavano. Affittavano anche le camere, e ne ho trovata una. Molto bella, peccato che non avesse né asciugamani né aria condizionata.

Il testo narra di un viaggio, di una persona sfinita dalla stanchezza che arriva in un albergo, come me, e viene bene accolto: Poi di notte si accorge di mostruosità, belve feroci, gente che danza. Comunque, da Bastia proseguo verso sud, vado a Porto Vecchio. Non so di preciso perché. A Porto Vecchio ci sono sempre belle ragazze. Lavorano nei bar e negli alberghi. Le francesi ti ammazzano, cerchiamo di capirci. Per non parlare di quegli occhi, di quei culi.

Ne ho conosciuta qualcuna, al bar della piazza di Porto Vecchio: In genere sono molto simpatiche e graziose di modi. Del Facebook Argentina teenager Wachiturra Firenze belen de suarez argentina peteando, Due frottole della linea San Martin con Lucas Corbalan de villa Maipu san martin Sthephany la mas puta de san martin Maru Escobar facebook Mae Umbanda calle Questi programmi Maria Palacio San Martin 0: Puerto San martin, facebook Milagros Monzon Vicino di casa - Palauan San Martin de Porres Cachandome un amigo dela U.

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